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Gruppo: Fury

Album: Fury

Label: New York Music Company

Anno: 1985

Nazione: USA

Genere: AOR

I fratelli LaBlanc, in quello che forse è stato l'anno più fulgido dell'AOR dal punto di vista delle uscite discografiche del genere, riuscirono a dare il loro memorabile e rilevante contributo musicale nonostante una scena affollatissima. Era il 1985 e i due fratelli rilasciarono l'omonimo Fury, un disco che di certo non sfondò commercialmente ma che riuscì comunque ad elevarsi a status di assoluto classico negli anni seguenti. Comparso in molte TOP TEN di appassionati AOR l'omonimo Fury fu incredibilmente stroncato sulle pagine del mitico magazine AOR Classics in una recensione assolutamente impazzita e che si rivelò, forse, la più grande caduta di stile ed il più grande abbaglio della storia del famoso magazine inglese (insieme alla bocciatura dei dischi dei Giuffria ed a qualche altro abbaglio che ora non mi viene in mente). Fury fu un concentrato assoluto di classici dove le melodie costruite sapientemente dai fratelli LaBlanc si intrecciavano costantemente con fantastici giochi di keys.

A partire dalla opener "Keep On Dreamin'", anthemica, solenne, dai refrain memorabili per passare attraverso i ritmi della superba "Look Out Now" (fantastico solo di sax) e approdare poi alle melodie sfavillanti della insuperabile ballad "In Her Arms" l'impressione è di avere a che fare con un capolavoro. Quella che è un'impressione diventa immediatamente semplice dato di fatto: infatti i ritmi della dinamica "Hey Darlene" e quelli della commovente "She Don't Know" (dove sembrano riemergere quei grandissimi echi musicali che resero grandi i migliori Survivor) non fanno che confermare lo status di capolavoro per il disco in questione. Il bellissimo Westcoast AOR di "Say What You Will", altra pietra miliare e i ritmi fiammeggianti di "Sorry To Say" dal flavour lontanamente I-Ten sono semplicemente altre due incredibili perle di un disco che non ha alcuna calata di tono. "Ready Or Not"è l'apoteosi dell'AOR sound mentre "Fast Girl" viaggia impererrita su coordinate musicali dove i mirabolanti giochi di keys ne scandiscono gli intriganti tempi. L'album è chiuso dall'Hard fiammeggiante della bellissima "Take What You Want". Il disco è stato incredibilmente riportato alla luce (fortunatamente in modo ufficiale) dalla label americana Retrospect Records. Un'occasione per portarsi a casa uno dei dischi più belli della storia del genere (non a caso nella TOP 100 AOR del sito).
Vincenzo Ferrara.
Data pubblicazione: 28/04/2008.