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Asia

Gruppo: Asia

Album: Asia

Label: Geffen

Anno: 1982

Nazione: USA

Genere: pomp/symphonic AOR

La storia di questo genere passa necessariamente attraverso il debutto degli Asia. Questo disco segna un passaggio importante nella storia del pomp AOR. Infatti il pomp rock ed il prog rock degli anni 70 trovano qui una nuova dimensione, fragorosa e sofisticata. La trasformazione verso un certo tipo di AOR pomposo e sinfonico aveva avuto inizio ed Asia ne fu una delle primissime testimonianze. Questo supergruppo formato da Steve Howe (ex Yes), Geoff Downes (The Buggles), Carl Palmer (degli Emerson, Lake & Palmer) e John Wetton (King Crimson) fu autore di una musica che riuscì a prendere, diligentemente, le distanze sonore dai gruppi dai quali provenivano i vari artisti. Accusati da molti fans di aver dato vita ad un progetto commerciale, Downes e compagni danno invece prova della loro grande esperienza trasformandola in pura classe musicale. Si, perché se c’è una parola che ben descrive la musica degli Asia, questa parola è classe.

Compito di aprire il disco spetta alla super hit "Heat Of The Moment". Via il tecnico prog-rock, reminescenza dei lontani anni 70 di alcune delle band da cui provenivano i musicisti coinvolti, via ogni sorta di tecnico virtuosismo progressivo: qui, alla “faccia” di tutti i progster incalliti e delusi del tempo, si respirano incredibili ed ariose atmosfere che spaziano nei delicati e sontuosi venti del pomp AOR più eroico e solenne. I refrain di questa incredibile hit rimarranno eterna testimonianza della assoluta spettacolarità raggiunta dal combo britannico. In "Only Time Will Tell" (l'altra smash hit del disco) le tastiere di Downes ricamano coinvolgenti melodie sulle quali eroicamente la voce di Wetton, potente, si adagia impeccabile. Immagini di eroiche cariche di antichi cavalieri persi in un'era senza tempo emergono dai quei ritmi sfarzosi e trionfali. Si continua con la nobile drammaticità di "Sole Survivor", con i lontani accenni prog di "One Step Closer", per approdare all'hard spumeggiante di "Time Again" e al solenne AOR di "Wildest Dream". La triste "Whitout You" è una stratosferica ballad dal piglio romantico e sensuale mentre in "Cutting it Fire" possiamo addirittura ammirare una composizione tastieristica a dir poco epica nel suo finale ad opera di un Downes in stato di pura grazie sonora. Chiude il disco il ritmo struggente e preciso di "Here Comes the Feeling", brano precursore di certe sonoritò proto-cromate che di lì a poco si sarebbero sviluppate in giro per il mondo.
Vincenzo Ferrara.
Data pubblicazione: 20/07/2006.