Copyright Copyright

Gruppo: Adramelch

Album: Irae Melanox

Label: Metal Master / reissue: Underground Symphony

Anno: 1988

Nazione: Italia

Genere: Epic Metal

In Italia, negli anni 80 nacquero alcune cult metal band che diventarono, col senno di poi, autentiche leggende. Facevano parte di questi misconosciuti eroi anche gli Adramelch che si rivelarono essere, in assoluto, la più micidiale ed epica band che mai il suolo italico abbia partorito. Recensendo Irae Melanox, lo farò con un occhio di riguardo alla recente ristampa della Underground Symphony che ho comperato non appena uscita sul mercato. Comperato, si, perchè nonostante conosca molto bene Maurizio della US e gli Adramelch stessi, non mi permetterei mai di chiedere un promo (consuetudine di tutti i portalini di turno), perchè amo, per mia natura, supportare i gruppi serii e chi ci lavora dietro e, nel contempo, essere assolutamente e psicologicamente libero di giudicare un prodotto con la massima obiettività. Ttorniamo a parlare di Irae Melanox: il disco vide luce nel 1988 e sarebbe diventata un' autentica pietra miliare per tutto il movimento Epic Metal se solo fosse uscito, probabilmente, in una nazione come gli USA.

La musica degli Adramelch è una micidiale intersezione di band come Warlord, Iron Maiden, Crimson Glory e Judas Priest. Un lavoro oscuro, mitologico, imponente. L'opener "Fearful Visions" è un autentico tripudio di monolitico metallo pesante in chiave epica, l'eroica "Zephirus" esalta il genio creativo del duo Corona/Ballerio e l'epicità massima di "Irae Melanox" non ha bisogno di commento alcuno: trattasi di uno dei capolavori della storia di questa epopea musicale, più warlordiana degli stessi WARLORD. Durante tutto l'arco del disco si respirano sulfuree atmosfere medievali cariche di una strana e mistica potenza. Atmosfere che esplodono con massimo vigore attraverso i ritmi dalla ipnotica "Decay (Saver Comes)" e attreverso le micidiali rasoiate metalliche presenti in brani come "Was Called Empire" (refrain memorabili), "Eyes of Alabaster" (capolavoro assoluto) e nel pachidermico incedere di "Dreams of a Jester" (oscura e solenne) a cui spetta anche l'arduo compito di chiudere il platter. Come dicevo inizialmente, il disco è stato ristampato dalla Underground Symphony in un'elegantissima versione doppio Cd digipack che vale ogni maledettissimo euro che costa. Tra l'altro questa versione contiene un cd bonus intitolato "The Age Before..." con numerose chicche per gli amanti del CULTO. Concludendo, se non si possiede questo capolavoro e non ci si degna di comperarlo è meglio che non ci si azzardi mai più a nominare la parola HEAVY METAL. Irae Melanox è immortale masterpiece, oscuro, eroico, maestoso: semplicemente uno dei più grandiosi dischi che la storia dell'Epic METAL ricordi.

Vincenzo Ferrara.
Data pubblicazione: 20/09/2011.